Infrastrutture
Autostrada Asti–Cuneo (A33): completamento dell’opera e quadro tecnico-economico

Il completamento dell’autostrada A33 Asti–Cuneo chiude un asse infrastrutturale strategico lungo circa 90 km, mettendo in continuità A21 e A6…

Il completamento dell’autostrada A33 Asti–Cuneo chiude un asse infrastrutturale strategico lungo circa 90 km, mettendo in continuità A21 e A6 dopo un iter realizzativo pluridecennale.
L’opera, dal valore complessivo superiore a 1,4 miliardi di euro, è stata conclusa con il Lotto 2.6A grazie al contributo della concessionaria Autostrada Asti-Cuneo S.p.A., di Itinera S.p.A. come general contractor e degli enti istituzionali coinvolti.

Inquadramento infrastrutturale

Il completamento dell’autostrada A33 Asti–Cuneo determina la piena continuità di un’infrastruttura lunga circa 90 km, strategica per il sistema viario del Nord-Ovest. L’asse garantisce il collegamento diretto tra la A21 Torino–Piacenza e la A6 Torino–Savona, inserendosi come corridoio di adduzione primaria ai distretti produttivi del Cuneese, delle Langhe e del Roero.

Dal punto di vista funzionale, l’A33 è progettata come autostrada a standard completo, con piattaforma conforme alla normativa vigente, intersezioni a livelli sfalsati e connessioni dedicate con la viabilità ordinaria, superando in modo strutturale le criticità storiche legate all’uso di strade statali e provinciali.

L’ultimo tratto funzionale: caratteristiche tecniche

La chiusura dell’asse è avvenuta con la messa in esercizio del Lotto 2.6A, tra Alba Ovest e Cherasco, tratto che ha consentito la cosiddetta “cucitura” dell’infrastruttura. Il lotto presenta una configurazione tecnica complessa, determinata da:

  • opere d’arte maggiori, tra cui viadotti e manufatti di attraversamento;

  • tratti in rilevato e in trincea in contesto collinare;

  • interferenze con aree a forte valore paesaggistico e agricolo, che hanno richiesto soluzioni progettuali ad elevata integrazione ambientale;

  • fasi di esercizio transitorio, con brevi tratti a carreggiata unica, in attesa del completamento delle configurazioni definitive.

Le scelte costruttive sono state orientate alla riduzione dell’impatto su suolo e morfologia, con particolare attenzione a opere di sostegno, regimazione idraulica e mitigazioni ambientali.

Quadro economico dell’intervento

L’autostrada Asti–Cuneo rappresenta uno dei progetti infrastrutturali più articolati del panorama nazionale per durata dell’iter realizzativo e rimodulazioni del piano economico-finanziario.

  • Valore complessivo dell’investimento: stimato in oltre 1,4 miliardi di euro, considerando l’intero sviluppo dell’opera.

  • Ultimo lotto funzionale (2.6A): investimento nell’ordine di 200–250 milioni di euro, concentrato su un arco temporale di realizzazione significativamente più breve rispetto alle fasi precedenti.

  • Occupazione di cantiere: coinvolgimento di centinaia di addetti diretti e di una filiera estesa di imprese e fornitori specializzati.

In fase di avvio dell’esercizio integrale, alcuni tratti risultano temporaneamente esentati dal pedaggio, in attesa del pieno assetto gestionale e tariffario.

Imprese coinvolte e assetto industriale

La concessione e la gestione dell’infrastruttura fanno capo a Autostrada Asti-Cuneo S.p.A., società inserita nel perimetro del gruppo ASTM.

Per la fase di completamento e per le attività realizzative principali sono stati coinvolti:

  • Itinera S.p.A., con ruolo di General Contractor, responsabile dell’esecuzione delle opere civili e del coordinamento della filiera;

  • SINA, incaricata delle attività di direzione lavori, ingegneria e supporto tecnico.

L’intervento ha mobilitato numerose imprese specialistiche nei settori delle opere strutturali, impiantistiche e delle mitigazioni ambientali.

Enti pubblici e governance istituzionale

Il completamento dell’A33 si inserisce in un quadro di governance multilivello che coinvolge:

  • il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con funzioni di vigilanza sulla concessione;

  • la Regione Piemonte;

  • le Province e i Comuni interessati (tra cui Alba, Bra, Cherasco, Roddi e Verduno), in particolare per il coordinamento delle opere complementari e delle connessioni con la rete locale.

Il completamento dell’autostrada segna così il passaggio dalla lunga fase realizzativa alla gestione ordinaria dell’infrastruttura, con il pieno inserimento dell’A33 nel sistema autostradale nazionale.

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