Immobiliare
PPP in crisi: cosa cambia dopo la determina europea e quali effetti sui contratti in corso

Il Partenariato Pubblico Privato (PPP) rappresenta da anni uno strumento centrale per finanziare infrastrutture e servizi pubblici in Italia. Dalla…

Il Partenariato Pubblico Privato (PPP) rappresenta da anni uno strumento centrale per finanziare infrastrutture e servizi pubblici in Italia. Dalla sanità agli impianti sportivi, fino alla riqualificazione urbana, il modello ha consentito agli enti locali di attivare investimenti senza incidere direttamente sul debito pubblico.

La recente determina europea in materia di contabilizzazione delle operazioni di PPP, tuttavia, sta aprendo una fase di forte incertezza.

Il nodo europeo: rischio reale e classificazione contabile

Il punto centrale riguarda l’interpretazione delle regole Eurostat sulla classificazione “on balance” o “off balance” delle operazioni.

Se il rischio operativo (costruzione, disponibilità, domanda) non è effettivamente trasferito al partner privato, l’operazione può essere riclassificata come debito pubblico.

Questo passaggio ha un impatto diretto sulle amministrazioni:

  • minore capacità di attivare nuovi PPP
  • necessità di rivedere schemi contrattuali
  • maggiore rigidità nella strutturazione dei PEF

Il tema non è solo tecnico-contabile, ma strutturale: cambia il modo in cui il PPP può essere utilizzato come leva finanziaria.

Rallentamento del mercato e revisione dei modelli

Si osservano già effetti concreti:

  • sospensione o rallentamento di nuove iniziative
  • revisione degli schemi concessori
  • maggiore cautela da parte degli istituti finanziatori
  • rafforzamento delle analisi ex ante sull’equilibrio economico-finanziario

Il mercato entra in una fase di selezione. Le operazioni più deboli o con allocazione del rischio “formale” rischiano di non reggere il nuovo quadro interpretativo.

La domanda cruciale: cosa succede ai PPP già in corso?

Il tema più delicato riguarda i contratti attualmente attivi.

Le questioni aperte sono diverse:

  • Potranno essere oggetto di riclassificazione contabile?
  • Gli enti dovranno rivedere gli equilibri finanziari già approvati?
  • Si apriranno tavoli di rinegoziazione?
  • Le banche potrebbero richiedere adeguamenti delle condizioni di finanziamento?

In linea generale, le nuove interpretazioni non incidono automaticamente sulla validità dei contratti già sottoscritti. Tuttavia, una diversa classificazione contabile potrebbe generare effetti indiretti sui bilanci pubblici e sugli equilibri finanziari dell’ente concedente.

Il rischio concreto è un periodo di incertezza amministrativa, con possibili rallentamenti anche nella fase esecutiva delle opere.

Verso PPP più strutturati e meno “ibridi”

La determina europea sembra spingere verso un modello di PPP più rigoroso:

  • trasferimento del rischio effettivo e documentabile
  • PEF solidi e meno dipendenti da contributi pubblici impliciti
  • maggiore chiarezza nella distribuzione delle responsabilità

Per operatori economici, advisor finanziari e professionisti dell’ufficio gare, si apre una fase di maggiore complessità tecnica.

Una fase di maturazione forzata del mercato

Il PPP italiano non è destinato a scomparire, ma sta attraversando una trasformazione. La leva finanziaria “contabile” non può più essere il principale driver dell’operazione. Torna centrale la sostenibilità economica reale del progetto.

La vera incognita riguarda ora la gestione del periodo transitorio:

come verranno trattati i contratti in essere e quale sarà l’orientamento delle amministrazioni nei prossimi mesi?

Il settore infrastrutturale osserva con attenzione. Le risposte a queste domande determineranno il futuro del PPP in Italia.

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