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Rizzani De Eccher verso il concordato: un miliardo di debiti e l’ipotesi del “cavaliere bianco”

Il gruppo Rizzani De Eccher ha annunciato la richiesta di concordato presso il Tribunale di Trieste, dichiarando un’esposizione debitoria che…

Il gruppo Rizzani De Eccher ha annunciato la richiesta di concordato presso il Tribunale di Trieste, dichiarando un’esposizione debitoria che si aggira intorno al miliardo di euro. Un passaggio che segna uno dei momenti più delicati per uno storico operatore italiano delle costruzioni, attivo in Italia e all’estero nelle grandi opere infrastrutturali.

Parallelamente, una parte dei circa 2.600 creditori commerciali avrebbe presentato istanza per la liquidazione giudiziale, aprendo uno scenario di forte tensione tra esigenze di continuità aziendale e tutela dei creditori.

Il nodo finanziario e la procedura concorsuale

Il ricorso al concordato rappresenta uno strumento volto a ristrutturare il debito e preservare la continuità operativa. Tuttavia, l’elevato numero di creditori coinvolti e la dimensione dell’esposizione rendono la procedura particolarmente complessa.

Nel settore delle costruzioni, caratterizzato da cantieri pluriennali, anticipazioni finanziarie e margini compressi, squilibri di cassa possono rapidamente trasformarsi in crisi strutturali. L’aumento dei costi delle materie prime e le rigidità contrattuali degli ultimi anni hanno ulteriormente aggravato tali fragilità.

L’ipotesi del “cavaliere bianco”

Nella comunicazione relativa alla procedura, il gruppo ha fatto riferimento alla presenza di un possibile “cavaliere bianco”, ossia un soggetto industriale o finanziario disposto a intervenire per sostenere il piano di ristrutturazione.

In questo contesto, l’attenzione del mercato si concentra sui grandi player nazionali delle infrastrutture, tra cui Webuild, già protagonista in passato di operazioni di consolidamento nel comparto. Al momento, tuttavia, non risultano conferme ufficiali circa un suo coinvolgimento diretto.

Un eventuale intervento esterno potrebbe assumere diverse forme: ingresso nel capitale, acquisizione di asset strategici, supporto finanziario o partnership su specifici progetti.

Impatti sul sistema delle costruzioni

La vicenda si inserisce in una fase di progressivo consolidamento del mercato italiano, dove la dimensione finanziaria e la solidità patrimoniale sono diventate determinanti per l’accesso a grandi gare pubbliche e internazionali.

L’esito della procedura avrà effetti non solo sul gruppo e sui suoi creditori, ma sull’intero ecosistema di subappaltatori, fornitori e partner tecnici. In un comparto ad alta intensità di capitale, la gestione delle crisi aziendali assume una rilevanza sistemica.

Le prossime settimane saranno decisive per comprendere se prevarrà l’ipotesi della continuità aziendale sostenuta da un investitore o se il percorso evolverà verso scenari liquidatori.

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